“La vie en rose”, la birra per chi sa godersi la vita!

“Quand il me prend dans ses bras
Il me parle tout bas,
Je vois la vie en rose.

Il me dit des mots d’amour,
Des mots de tous les jours,
Et ça me fait quelque chose.”

Vi starete sicuramente chiedendo cosa ci faccia il testo del ritornello della celebre canzone di Edith Piaf, “La vie en rose”, all’inizio di questo articolo. Tranquilli, non avete sbagliato blog e il vostro birraio non è ubriaco (o forse sì…). Scherzi a parte, ben ritrovati per questo settimo appuntamento con la “Cantina del birraio light”, nel quale parleremo della Fleurette, soprannominata appunto “la vie en rose”. Non fatevi ingannare dal nome, non si tratta di una birra francese bensì di un’italianissima ambrata prodotta, nemmeno a farlo apposta, dal “Birrificio Italiano”, in provincia di Como.

Questo ha aperto i battenti nel 1996 grazie ad Agostino ed al suo sogno che aveva sin da bambino, ovvero quello di produrre birra. Nonostante le difficoltà iniziali e le perplessità dei clienti, ben presto, grazie all’aiuto di esperti del settore e di pionieri della birra artigianale italiana, l’azienda spicca il volo e dai 200 litri di capacità della prima sala cottura si passa ai 2000 di quella attuale, realizzata nel giro di pochi anni.

176.JPG
Immagine del birrificio

Delle circa venti birre prodotte da questa piccola azienda, la Fleurette è senza dubbio quella più leggera: grado alcolico del 4% e Plato pari a 10°. La bevanda presenta un colore ambrato con riflessi arancio e una schiuma rosata ed è prodotta con una miscela di malti inglesi, tedeschi e un’abbondante dose di malto di segale. Si caratterizza inoltre per alcuni ingredienti speciali come fiori di rose moscate e violette profumate, estratto naturale di sambuco, miele d’arancio e pepe nero, che le donano ottime note speziate ed un finale fruttato.

foto_fleurette 33.jpg
La bottiglia
Fleurette-min.png
La bevanda

Questa birra leggerissima si sposa alla grande con aperitivi, pesce e buffet a base di frutta fresca, specialmente pesca e melone. L’ideale sarebbe berla nei caldi pomeriggi primaverili ed estivi, magari ascoltando la celebre canzone della Piaf: l’appellativo “la vie en rose” è stato attribuito a questa birra proprio perché alleggerisce lo spirito, fa pensare alle cose belle della vita e tiene lontane le preoccupazioni, sposando pienamente la filosofia della cantautrice francese.

A dire il vero sposa molto anche la filosofia del nostro blog, infatti il sito ufficiale del birrificio recita proprio così: “Pesanti boccaloni da un litro, cibi unti e bisunti, puzzo di patatine fritte e fumo… oppure Fleurette ?” Non potevamo chiedere di meglio.

P.s.: Sempre a detta del sito ufficiale, può essere abbinata anche ad un sigaro cubano di media forza, ma di questo ancora non ce ne occupiamo.

Anche per questo appuntamento è tutto, alla prossima settimana!

 

Alessio Minotti

 

 

Un commento Aggiungi il tuo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...