Una Dark Ale dal cuor leggero

“Chi beve birra campa cent’anni!”, lo slogan intriso di verità riportato a caratteri cubitali sulla home del proprio sito ufficiale con cui si presenta il Birrificio Lambrate, del quale parleremo in questo sesto capitolo de “La cantina del birraio light”! Come avete potuto intuire siamo tornati in Italia dopo la breve parentesi europea e facciamo tappa nel capoluogo lombardo, per l’esattezza nel quartiere di  Lambrate appunto, nella periferia orientale della città.

Questo birrificio ha aperto i battenti nel 1996 grazie a tre ragazzi mossi dalla propria passione e da una determinata cultura nella produzione birraria. Particolare attenzione viene data alla qualità delle materie prime acqua, malto d’orzo, luppolo e lievito, ingredienti, tra l’altro, alla base del celebre Reinheitsgebot, il decreto di purezza di cui parlammo nel secondo articolo di questa rubrica.

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L’ingresso del pub del birrificio

La birra con la quale vogliamo deliziarvi oggi è la Petite Ghisa. Questa è una Stile Session Dark Ale che presenta una gradazione alcolica di 3% Vol., un grado Plato pari a 7.5 ed ha la particolarità di essere prodotta con il metodo “Parti-Gyle”. Questo consiste nel produrre due birre partendo da un unico ammostamento, la prima ha un elevato grado alcolico mentre la seconda è molto più leggera: dunque viene preso il mosto residuo della prima birra, la più alcolica (in questo caso la Imperial Ghisa), e ne viene ricavata la Petite, che eredita dalla prima le note affumicate ed il colore nero.

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Immagine della birra

La bevanda presenta un acceso color ebano ed un corposo strato di schiuma color nocciola. Possiede un aroma molto forte dovuto alla grande quantità di luppolo utilizzato che porta anche al contrasto tra le note di caffè, legno affumicato, caramello e le fragranze tipiche dei luppoli americani. E’ considerata una tipica birra estiva. Per concludere, una curiosità: il nome di questa bevanda è stato ispirato alla poco conosciuta birra trappista “Petite Orval”, prodotta all’interno del birrificio omonimo, in Belgio: è una birra difficilmente reperibile, infatti viene consumata quasi esclusivamente dai monaci che la producono e può essere venduta soltanto nello shop del monastero stesso.

Anche per oggi è tutto, un saluto dal vostro birraio. Al prossimo appuntamento!

 

Alessio Minotti

 

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